In tempi ormai remoti, nel bacino del Mediterraneo si svilupparono coltivazioni di frumento e orzo, in Africa settentrionale si coltivava grano saraceno, nel Nord europeo avena, mais nell'America centrale e segale nei paesi anglosassoni.
I cereali erano l'espressione di una vegetazione spontanea, solo successivamente furono selezionati e coltivati fino ad arrivare alla macinazione, alla farina, all'impasto, alla sfoglia ed, infine, alla pasta.
Proprio in una tomba di Cerveteri, risalente al periodo etrusco, sono raffigurati coltelli, mattarello e una rotella simile a quella tuttora usata per la preparazione dei ravioli.
E' certo che i Romani, avvezzi all'imitazione e a far proprie
usanze altrui, furono i primi a parlare di lagane. Lo testimonia
Apicio, che, nel suo "De re coquinaria libri", il piu' antico libro di ricette romane, descrisse qualcosa di simile ad un timballo avvolto in una lagana. Ma, si sa che, in periodi precedenti, lo stesso Orazio e Cicerone già erano
ghiotti di lagane, una pasta sottile fatta di farina e acqua,
da cui derivano le nostre lasagne. Dal 200 d.c. all'anno
mille non ci sono state notizie sull'evoluzione di quest'invenzione.
Si pensa che la pasta, nella sua accezione di pastasciutta
o maccheroni, sia nata in Sicilia. Il termine deriva dal
greco classico “macar” cioè felice, beato,
una sorta di cibo dei beati.
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| Lavorazione artigianale della pasta fresca |
Furono i napoletani, nel 700, ad estendere il termine maccheroni
a una pasta lunga, tonda e piena, al punto da far scrivere
a Leopardi "tutta in mio danno s'ama Napoli a gara alla difesa
de' maccheroni suoi; ch'ai maccheroni anteposto il morir
troppo le pesa." Il popolo di Napoli, per non smentirsi,
così rispose al poeta di Recanati "Ma se tu avessi
amato i Maccheroni più de'
libri, che fanno l'umor negro, non avresti patito aspri malanni..."
I primi trattati gastronomici erano rivolti ad ambienti di
corte, ma presto cominciarono a nascere anche nomi diversi
per etichettare vari tipi di pasta, persino i tempi di cottura
si ridussero rispetto a tempi antecedenti.
Una particolarità è che, inizialmente, i maccheroni
venivano conditi con spezie dolci, come lo zucchero, la cannella
e il miele. Invece, elementi salati usati come condimento
e presenti sin dagli albori sono il formaggio e il burro.
La prima ricetta in cui il pomodoro è abbinato alla
pasta è quella dei "vermicelli con lo pommodoro" del
1839 e si trova nel manuale teorico-pratico di Ippolito Cavalcanti.
La tradizione e l'esperienza insegnano, in sintesi, che ad
ogni formato di pasta si addice un condimento ideale. Col
tempo, la diffusione di accompagnamenti culinari associabili
alla pasta ha fatto proliferare il numero di ricette di cucina,
a disposizione di chi è a corto di idee o, semplicemente,
ha bisogno di attingerne di nuove per potenziare la propria
fantasia. In un'opera risalente al 1824, intitolata "Li Maccheroni
di Napoli," di Antonio Viviani ,si legge, per la prima volta,
il termine spaghetti, nonché un'accurata descrizione
della loro preparazione, tracciando, in un certo qual modo,
lo spaccato della realtà napoletana
di allora.
L'esaltazione popolaresca dei maccheroni si è innalzata
come un totem grazie alla città di Napoli, che ha
dato vita ad un genere letterario, quello "maccheronico,
diffusosi a cavallo tra cinquecento e seicento e che, successivamente,
identificò tutto
il popolo italiano sotto la sua egida.
Perciò l'Italia è famosa ovunque per la sua
buonissima pasta, tanto che, in America, vi sono molte Spaghetti-House,
che garantiscono di seguire alla lettera il metodo di cottura
italiano.
Oggi, a differenza dei secoli scorsi, l'intervento umano è divenuto
assolutamente irrilevante o se vogliamo, un diletto per chi
ama fare la pasta a mano, perché la
produzione di essa avviene mediante tecniche automatizzate,
che vanno dal chicco al prodotto finito.
E' bene sottolineare che esistono due tipi di grano: il grano
duro, che cresce nei terreni assolati e aridi del Sud-Italia
e quello tenero, tipico dei terreni umidi del Nord.
Questa distinzione è importante perché permette
di cogliere la differenza tra il consumo di pasta secca al
Sud e quello di pasta all'uovo al Nord.
SI CONSIGLIA PASTA E... SALUTE
I dettami della nouvelle cousine si potrebbero associare
al culto della pasta perché, pur se differente è la
loro genesi il denominatore comune è quello di una
cucina che predilige elementi freschi e di qualità e
che rinnova continuamente se stessa. Questo accostamento è vero
nei casi in cui ci si ispira ad un concetto di cucina leggera,
a base di verdure, con tempi di cottura minori, perfettamente
in linea con la dieta mediterranea, tipica delle regioni
del Sud-Italia. Questa tesi è stata sostenuta anche
dal nutrizionista americano Keys, che, dopo aver osservato
l'alimentazione dei residenti della zona Cilentana, consigliò di
mangiare pasta condita con i frutti della terra, per vivere
più a lungo e meglio. Armonizzarsi alla dieta mediterranea
significa star bene, non essere più magri,
come qualcuno potrebbe interpretare.
Nutrirsi significa rifornire l'organismo degli stessi elementi
di cui è costituito e che vengono continuamente consumati.
Le proteine, i grassi e i carboidrati danno un'energia al
corpo umano misurabile in calorie. Ogni cibo dunque, essendo
costituito dagli elementi suddetti, fornisce un certo quantitativo
di calorie. L'amido, che costituisce la percentuale più alta
dei carboidrati, è una fonte energetica ottimale per
chi si nutre di pasta, oltre ad essere altamente digeribile.
Anche l'apporto calorico delle proteine presenti nella pasta
risulta buono. All'uomo adulto occorrono, in media, 2800
calorie giornaliere: il 60% dovrebbe provenire da carboidrati,
il 20% da lipidi e il 10% da proteine. Quindi, la pasta è un
alimento bilanciato in termini calorici. L'unico aminoacido
di cui la pasta è carente è la lisina, ma un
minimo condimento ha il potere di aumentare il livello di
lisina originariamente carente, così da assimilare
un piatto di pasta ad un cibo completo. Condimenti più ricchi
possono addirittura trasformarla in un piatto unico.
Pertanto, parafrasando Ancel Keys, il propulsore della dieta
mediterranea, potremmo dire che la pasta non fa ingrassare,
ma è indice di benessere.
Giusy Petitti
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